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Intervista a Colombo

 

 

Il 27 marzo 2006 il Sig. Enrico Colombo, responsabile di cultura e società per l’emittente TLS, già incontrato al corso di giornalismo gestito dall’A.I.D.E.A., è venuto nella nostra scuola, rispondendo all’invito della classe V B per essere intervistato.

 

 Da quanto tempo lavora nell’emittente TLS?

Da 10 anni, prima ero stato direttore di Astro TV a Sarzana. 

 

 

Quale altro lavoro svolgeva prima?

Lavoravo alla Shell come chimico, ma ho sempre avuto interesse per i problemi socio-culturali e ho amato soprattutto la radio che riesce secondo me ha il potere di affascinare e coinvolgere.

 

 

Come è nata l’idea di dare vita all’emittente spezzina TLS?

E’ stato il parroco di Santa Maria a volere fortemente una emittente che si occupasse dei problemi del territorio spezzino.   

 

 

Quali personalità compongono la direzione di TLS?

Don Medinelli parroco di Cristo Re è il presidente, l’amministratore delegato è il Sig. Lunghi e il responsabile della testata giornalistica è Paolo Carrozzi, e io sono il responsabile di cultura e società.

 

 

Vi sono delle limitazioni o condizionamenti da parte della direzione o per altri motivi?

TLS è una televisione comunitaria che è finanziata dai contributi della comunità europea, e non può superare il 5% massimo di pubblicità, ha soltanto due dipendenti stipendiati cioè i cameraman, mentre tutti gli altri sono volontari, quindi l’impossibilità di avere lavoratori stipendiati costituisce un forte limite alla programmazione e gestione dell’emittente. Altra limitazione è la linea editoriale di stampo cattolico fortemente influenzata dalla gerarchia ecclesiastica.

 

 

Di cosa si occupa più approfonditamente all’interno di TLS, ed è contento del suo ruolo?

Il mio ruolo all’interno dell’emittente TLS è quello di responsabile di cultura e società, mi occupo dei disagi degli anziani, di politica, di letteratura, ecc…..

 

 

Ritiene che i nuovi mezzi di comunicazione come internet possano soppiantare il mezzo televisivo?

No assolutamente. Perché internet induce i giovani ad utilizzare un linguaggio sintetico e poco interattivo e non consente la comunicazione fra di loro. Preferisco la radio perché forma, è più importante della Tv,  perché si ascolta solo la voce ma non si vede la persona ed è questo che affascina.   

 

 

Quali personaggi ha intervistato nel corso della sua attività di giornalista?

Durante la mia carriera ho intervistato 84 personaggi, appartenenti al mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, tra cui Visintin, Scotti, Maggiani, Nardi e altri ancora. Ho intervistato anche l’ultimo discendente dei Malaspina che vive a Villafranca e fa il farmacista.

 

 

Lei ha mai provato ad inserirsi nel giornalismo su rete  nazionale?                                  

Nell’ottanta sono stato contattato da canale 5 per un programma, ma non me la sono sentita di lasciare il mio lavoro, che mi dava sicurezza, dal momento che dovevo anche occuparmi dei miei figli.   

 

 

Quale emittente nazionale giudica migliore rispetto alle altre?

Secondo me la migliore è Rai tre soprattutto per i programmi culturali.

 

 

Che cosa pensa dei nuovi fenomeni mediatici quali reality e fiction?

Sono assolutamente contrario ai reality e  alle fiction perché secondo me sono programmi poveri di cultura, fortemente diseducativi, che forniscono modelli sbagliati ai giovani.

 

 

Se potesse proporre un programma ai giovani, cosa proporrebbe?

Proporrei programmi di divertimento ma istruttivi, programmi di approfondimento, dove i soggetti siano i giovani, con spazi dove possano esporre i loro disagi, dubbi, e possano giudicare. Proporrei  programmi dove si possano esporre problemi che riguardino la collettività.

 

 

Come reputa la realtà socio-culturale della provincia di La Spezia?

I giovani non trovano lavoro né luoghi di aggregazione, gli spezzini sono molto legati al territorio e si adattano ad un impiego precario e svilente, come i call center, la morte della creatività a dell’immaginazione. Molti mestieri non vengono considerati, nella cantieristica si deve ricorrere alla manodopera straniera per mancanza di operai locali (per esempio i saldatori). Dal punto di vista culturale non c’è interesse per i problemi seri, per le inchieste, per i documentari e si preferiscono i reality.

 
 

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