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Da quanto tempo conduce
la boutique di Porto Lotti?
Dal maggio 1996, da quando
è stato inaugurato il porticciolo turistico
Per quale motivo ha
ritenuto opportuno avviare questa attività
commerciale in tale contesto?
Perché si tratta di un
luogo frequentato da “belle persone”, cordiali,
semplici, disponibili, non solo dal punto di
vista economico, ma anche, e soprattutto umano,
con le quali è possibile instaurare un rapporto
di amicizia.
Quale tipologia di
abbigliamento propone?
Sportivo, da barca, da
nave, in quanto il mio lavoro si concentra nel
periodo primavera-estate e serve una clientela
in vacanza, quindi rilassata, a cui non occorre
un abbigliamento impegnativo.
A quale tipo di
clientela si rivolge?
A una fascia medio
giovane, dai 30 ai 60 anni, molto facoltosa, che
ricerca il capo particolare, sfizioso.
Ci può indicare i gusti
di questa clientela?
I miei clienti sono alla
ricerca di un capo semplice ma raffinato, che
abbia, accanto a un design moderno, la qualità.
Quali sono i capi che
si possono definire indispensabili nel contesto
di Porto Lotti?
Decisamente
l’abbigliamento da mare, i costumi, i parei, le
t-shirt, la jeanseria, capi sportivi, da
indossare tutti i giorni in vacanza.
Da quando ha aperto la
sua attività ad oggi, la sua clientela si è
mantenuta fedele e si è incrementata?
Si è mantenuta fedele,
poiché Porto Lotti è frequentato da habituès in
possesso di larga disponibilità finanziaria.
In questo ambiente, le
crisi economiche che via via hanno attraversato
le nostra società, sono state avvertite?
Si, quest’anno in
particolare; ed il problema viene affrontato in
discussione amichevole nella mia boutique.
Da quando ha aperto la
boutique ad oggi, come sono cambiati i gusti e
le richieste del pubblico?
Non sono cambiati
tantissimo; può variare la moda, ma i gusti
della clientela rimangono gli stessi, anche
perché ognuno mantiene il proprio stile.
Le sono mai capitati
clienti “ difficili” e se si, come è riuscita a
rapportarsi loro?
Si, nel mio lavoro è
possibile incontrare clienti indecisi e
insicuri, senza idee chiare sul capo di
abbigliamento da acquistare, che, a volte, non
si lasciano neanche consigliare. L’arma
vincente, in questi casi, è la pazienza, la
disponibilità e la cortesia.
Quanto incide la griffe
sul prezzo di un capo?
Molto, circa la metà del
costo del capo, è pur vero, tuttavia, che il
capo costoso vale perché è di qualità, dal
tessuto alle rifiniture.
Che cosa distingue il
prodotto con il suo marchio artigianale dalle
numerose imitazioni, più abbordabili, che sono
immesse sul mercato?
La bontà del tessuto, il
taglio e il designer.
Che cosa intende lei,
con l’espressione “ essere alla moda”?
Essere alla moda, a mio
avviso, non significa necessariamente, seguirla,
ma personalizzarla, creandosi un proprio stile.
Seguire nei minimi dettagli, le ultime tendenze,
significherebbe spersonalizzarsi.
Lei consiglia la sua
clientela sul capo più adatto al loro fisico e
alla loro personalità?
Si , certamente, pur
lasciando decidere il capo al cliente, in quanto
è lui che indossandolo deve sentirsi a proprio
agio.
C’è chi si lascia
consigliare e chi invece non gradisce
interferenze?
Alcuni clienti scelgono in
base ai propri gusti e preferenze, perché hanno
le idee chiare, poiché non hanno dubbi sul capo
da acquistare; altri sono piuttosto indecisi
sulla scelta, pertanto, si lasciano guidare.
L’avere disponibilità
economica coincide sempre con l’avere del buon
gusto?
Non necessariamente i due
aspetti coincidono, perché non sempre ricchezza
è sinonimo di buon gusto, che è innato e non
dipende dalla disponibilità economica.
Le donne, in generale,
acquistano da sole o accompagnate dai signori
uomini? E, in questo secondo caso, come si
comportano questi ultimi?
Quasi sempre le donne
acquistano da sole, rare volte sono accompagnate
dai signori uomini, soprattutto quando si tratta
di un regalo.
Nella scelta dei capi di
abbigliamento si tende oggi preferire la quantità a
scapito della qualità o viceversa?
Si, tende a preferire la
qualità a scapito della quantità, perché le mie
clienti ricercano un capo di valore, ben
rifinito, che non passi rapidamente di moda.
Il prodotto “made in
Italy” tiene ancora oppure è soppiantato, anche
a causa dei costi, da manifatture in Paesi più
competitivi nella mano d’opera?
I prodotti
“made in Italy” continuano a
tenere, ma nella fascia alta della clientela,
pertanto non ho risentito della crisi economica
ormai abbastanza generalizzata. Il mio lavoro mi
porta spesso a Milano ed ho notato che la nostra
moda è apprezzata come si evince dallo slogan
“Comprate meno, ma comprate italiano”!
Lei ora, essendo
l’unica proprietaria di boutique a Porto Lotti
ha il privilegio di non essere in competizione
con nessuno, come pensa di affrontare in futuro
operatori nel suo stesso settore?
Qualora ciò
avvenisse, continuerò a rimanere coerente con lo
stile da me proposto.
Ci può raccontare
qualche aneddoto qualche circostanza curiosa che
le è capitata?
Mi è capitato
di incontrare in un supermercato della città un
simpatico signore in abbigliamento da mare con
un carrello che chiedeva alla commessa,
visibilmente seccata, un assaggio dei vari
formaggi che, tra l’altro, ha acquistato in
quantità consistente. Ci siamo guardati ed abbiamo
sorriso, percependo la stessa impressione
sull’inadeguatezza della signora. Qualche
giorno dopo, a Porto Lotti, ci siamo rivisti e
ci siamo presentati, commentando
insieme
l’accaduto e concordando sulla scarsa
disponibilità della commessa. Quel
signore di Parma così semplice e affidabile era
il proprietario di uno yacht di
notevoli dimensioni. Questo episodio ci fa
capire come gli operatori spezzini non
sempre siano aperti e disponibili verso il
turista.
La
sua boutique è frequentata prevalentemente da
italiani o da stranieri? E tra questi qual è la
nazionalità prevalente?
La mia boutique
ha clienti soprattutto italiani, eccezionalmente
è frequentata anche da clienti di nazionalità
tedesca.
Quali sono le
caratteristiche che differenziano la clientela
di Via Veneto dove lei gestisce un’altra
boutique, da quella di porto Lotti?
La differenza
sostanziale consiste nel fatto che le clienti di
Via Veneto, lavorano, quindi hanno poco tempo
libero e sono stressate; chi frequenta Porto
Lotti, invece, è in vacanza, quindi rilassato e
può dedicarsi con maggiore disponibilità allo
shopping.
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