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  Nero su bianco  Giornalismo giovane

 

Qual è l’identikit del giornalista? Sono vere le notizie sulla guerra in Iraq che trasmettono in televisione? Sono gli editori i reali detentori dell’informazione? Come si diventa giornalisti? Quali sono le prospettive dei giornali on line? Per rispondere a questi interrogativi e a molti altri ci è sembrato interessante proporre un ciclo di incontri dedicati ai giovani che potesse offrire un quadro del variegato mondo della comunicazione giornalistica. Non abbiamo mai voluto sostituirci alle università, alle scuole di giornalismo dell’Ordine dei giornalisti, agli stage nelle redazioni, tuttavia abbiamo pensato, e continuiamo a pensarlo, che nell’era del “villaggio globale” sia sempre più necessario conoscere le tecniche di comunicazione, i linguaggi, le problematiche che sottendono una professione entusiasmante e così ricca di curiosità da parte dei giovani. Solo rendendosi conto di come sia fatto un giornale, di quali dinamiche economiche e lavorative si agitino sotto un titolo o un’impaginazione, si può imparare realmente a leggere in filigrana la quotidianità della comunicazione giornalistica. Possiamo così comprendere meglio le istanze degli scioperi nazionali della stampa che molto spesso ribadiscono l’esigenza da parte dei giornalisti di contratti sicuri, che li rendano indipendenti dai potentati di turno, e di riappropriarsi dei contenuti. Ci auguriamo che questo ciclo di incontri possa aver sollecitato ed insegnato ai giovani ad acquistare i giornali, a leggerli, a confrontarli per maturare idee proprie e rendersi coscienti del mondo e dei suoi problemi. Anche nella vita di ogni giorno, affinare un “fiuto” da cronista aiuta ad essere critici, ad interrogarsi, a mettersi nei panni di. Per natura il giornalista evidenzia i “fischi” meno gli “applausi”, cioè per imprinting deve essere portato ad evidenziare quello che non va della società e della politica.

Con questa dote, non scontata e difficile da acquisire, anche i giovani potranno avere gli strumenti interpretativi per muoversi in quest’epoca, «della menzogna organizzata» per usare le parole di Irving Lee. Pur non condividendo in assoluto questo assunto che vede nei mezzi di comunicazione la menzogna “costruita a tavolino”, non possiamo non riconoscere che l’uso che il potere politico ed economico o gli stati totalitari hanno fatto dei mezzi di comunicazione hanno portato spesso a una strumentale manipolazione della verità e della libertà. Il ciclo di incontri ha alternato lezioni teoriche ad esperienze di vita dei professionisti dei diversi settori giornalistici. Il sostrato comune dei diversi incontri è stata la storia del giornalismo che ci ha condotto in modo suggestivo nei meandri dell’evoluzione della professione e del ruolo del giornalista. È stato importante chiarire bene come si diventa giornalista oggi, i problemi della professione, la difficoltà che si devono incontrare per diventare pubblicisti, dare l’esame ed essere assunti. Nel frattempo si è potuto affrontare un complesso ragionamento sugli stili di scrittura e sui diversi linguaggi e codici. Esuberanti poi le lezioni sulla cronaca, sull’importanza dell’immagine fotografica e sul giornalismo televisivo. Per approdare infine alla nuova frontiera del giornalismo on line. Coordinare le diverse anime di questo corso è stato entusiasmante e ci a permesso di ragionare e “impaginare” il corso come si fa con un giornale, pensando al progetto editoriale, al nostro target ad impostare gli incontri per cercare di rispondere alle cosiddette cinque “w” inglesi: Who? Where? When? What? Why? 

Ancora alcune considerazioni prima di terminare la mia “cartella” introduttiva. Che cosa abbiamo imparato da questi incontri? Due concetti sono stati ribaditi più volte, nei diversi contesti, e credo possa essere utile riproporli in una formulazione sintetica. La prima distinzione da fare, se si vuole ricavare dalla lettura di un giornale o di un servizio televisivo, un’informazione corretta, è quella che differenzia l’oggettività dall’obiettività. Mentre una notizia è oggettiva se controllabile da tutti, riconosciuta per vera e corrispondente ai fatti, la stessa notizia può «non essere obiettiva» in quanto questa precipua caratteristica dipende non dal fatto in se stesso, ma dal modo in cui viene interpretato e descritto. La seconda sostanziale distinzione che occorre saper fare è quella che differenzia la parzialità dalla faziosità. Parziale è quell’osservazione su di un fatto o un evento che ne porta in evidenza un aspetto. Faziosa è invece l’interpretazione di chi, per motivi ideologici o strumentali, stravolge un fatto per farlo collimare con la propria teoria.

 

Nicola Carozza

Coordinatore progetto Nero su Bianco

 

 

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Il progetto Nero su bianco

 

L’esame del territorio e della realtà giovanile della Spezia, svolto da un gruppo giovanile dell’ Associazione Aidea La Spezia, ha rilevato il bisogno di approfondimento  nel settore della comunicazione giornalistica.

Da tale consapevolezza è nato il progetto di corso di giornalismo Nero su bianco presentato al Concorso idee e progetti giovani per La Spezia 2005, 4 edizione, promosso dal Comune della Spezia Assessorato alla “Città dei Giovani”, Osservatorio Laboratorio Giovani.

Il gruppo, formato da Nicola Carozza (referente), Sabrina Mantero e Leonardo Vaccarone, si è aggiudicato il terzo premio e ha dato vita ad un’iniziativa che ha offerto ai giovani partecipanti l’opportunità di conoscere meglio la realtà del mondo giornalistico e di sperimentare concretamente le proprie capacità.

Il corso si è sviluppato in 8 incontri teorici e 10 incontri pratici.

Ad esso hanno partecipato numerosi studenti degli istituti superiori spezzini (Liceo Classico, Liceo Scientifico, Istituto Einaudi, Istituto Fossati) e un nutrito gruppo di giovani universitari o lavoratori interessati all’esperienza proposta.

Il corso di giornalismo si è proposto di fornire, attraverso l’intervento di esperti e affermati professionisti, un quadro della comunicazione giornalistica e una formazione specifica per l’informazione on-line. La struttura del corso ha permesso di perseguire il duplice obbiettivo  dell'orientamento e della divulgazione. I giovani partecipanti sono stati sia posti dinnanzi alla tecnica del giornalismo che introdotti alla storia e alle problematiche di tipo etico-morale dello stesso.

La storia del giornalismo è stata trattata dal Dott. Lorenzo Tronfi con particolare attenzione alla nascita del giornalsimo moderno e ai suoi sviluppi in Italia. Le problematiche etico-morali si snodano invece lungo i vari interventi dei professionisti spezzini e si accompagnano alle lezioni dello stesso Dott. Tronfi. I professionisti spezzini si sono occupati contemporaneamente d'introdurre le tecniche e di specificare il tipo di preparazione necessaria per operare  specificatamente nella loro area di competenza giornalistica.

Le lezioni hanno così tratteggiato un mondo dove il conflitto fra le ragioni dell'etica e del profitto diventa costante e appare in tutti gli aspetti affrontati dal corso. Gli esempi che si possono trarre dalle varie esposizioni sono i più vari e riguardano l'uso degli spazi come dei mezzi: il gossip tracima occupando sempre maggiori spazi, si preferiscono le agenzie e i comunicati stampa al lavoro sul campo del cronista e gli archivi fotografici spesso sostituiscono il fotoreporter, tutto questo per aumentare le "vendite" e diminuire i costi. Un quadro di questo genere potrebbe far pensare a una situazione di crisi e in parte è proprio quello che i protagonisti denunciano ma contemporaneamente da quegli stessi interventi si delineano possibili soluzioni nelle nuove forme di giornalismo. Mettendo perciò veramente a fuoco il quadro delineato durante le lezioni si percepisce un giornalismo in una fase transitoria dove accanto ai tradizionali linguaggi e mezzi di comunicazioni emergono nuovi modelli comunicativi e, spesso, rielaborazioni dei modelli già presenti.

Accade così che gli stessi cambiamenti sorti per motivi economici possano anche essere la soluzione alle problematiche che portano. Alcune di queste novità vengono affrontate anche praticamente dal corso durante gl'incontri in laboratorio finalizzati alla costruzione di un sito internet.

 

Il programma

 

  La storia del giornalismo,  a cura di Lorenzo Tronfi, storico del giornalismo

  Come si diventa giornalisti, a cura di  Riccardo Sottanis direttore del Secolo XIX

  Professione fotoreporter,  a cura di  Mauro Frascatore, giornalista La Nazione

  Il linguaggio giornalistico: efficacia e coincisione,  a cura di  Renzo Raffaelli,   Il Secolo XIX

  Fare la cronaca, a cura di  Franco Carozza, giornalista, Il Secolo XIX.

  Il giornalismo televisivo, a cura di  Enrico Colombo, TeleLiguria Sud

La nuova frontiera del giornalismo: il giornalismo “on-line, a cura di  Filippo Lubrano, Francesco Pelosi e Fabio Lucarini

 

Tutta la parte teorica è stata coordinata dal prof. Lorenzo Tronfi .

Il corso pagine web (10 incontri) è stato condotto da Sabrina Mantero.

Nicola Carozza e Leonardo Vaccarone hanno presieduto al lavoro redazionale.

L’attività di progetto è stata monitorata dagli operatori dell’Informagiovani Alampi e Bersellini.

 

Andrea Gilardi  

 

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Intervista a Nicola Carozza

 

                                                                   

Come è nata l'idea di un corso di giornalismo alla Spezia?

Ogni giorno facciamo esperienza della comunicazione giornalistica, del suo influsso, del suo fascino…e la nostra città ha da sempre un giornalismo vivace che in certi momenti ha potuto vantare le sedi della cronaca di parecchi quotidiani: Il Secolo XIX, La Nazione, Il Lavoro, Il Telegrafo, Il Cittadino, Paese Sera, Il Mattino e L’Unità. È stato pertanto naturale decidere di riproporre, in una versione arricchita e cambiata, la prosecuzione di un corso svolto già alcuni anni fa dall’Aidea. 

 

Quali sono le finalità del corso?

Noi avevamo l’obiettivo di presentare una professione e far capire che cos’è la comunicazione giornalistica, quali linguaggi usa, quali sono le sue potenzialità. Imparare a leggere criticamente, ad informarsi, a saper scegliere tra i quotidiani; queste  erano le nostre priorità. Insomma volevamo informare e proporre utili chiavi interpretative su uno dei fenomeni baricentrici delle società contemporanee. Se poi qualcuno capirà di avere la stoffa del cronista e deciderà di proseguire ben venga!

 

Avete  avuto supporto da enti locali?

Il corso di giornalismo ha vinto il Concorso di idee  promosso dal Comune della Spezia e dall’Informa Giovani nel luglio scorso. Grazie al contributo comunale è stato possibile pagare docenti, supporti informatici e pubblicizzazione. Per migliorare alcuni dettagli delle lezioni, dei materiali avremmo avuto bisogno di qualche soldino in più ma va bene così.  

 

In futuro pensate di ripetere l'esperienza?

Sì, sicuramente dovremmo pensare ad un' altra esperienza formativa nel settore della comunicazione e del giornalismo. Questo corso di giornalismo ha coinvolto parecchi istituti e singoli ragazzi. La maggior parte dei giovani proveniva dalle scuole medie superiori, un altro gruppo dall’Università.  

 

Avete in programma altre iniziative divulgative in collaborazione con l'AIDEA?

Il gruppo giovanile dell’Aidea è nato da poco ed ha ancora bisogno di strutturarsi meglio  trovando nuovi giovani disponibili e interessati alla formazione. Ciò nonostante sono sicuro che alla fine del corso avremo modo di ascoltare i giovani che hanno partecipato per sollecitare i loro stimoli e i loro interessi e programmare nuove iniziative per l’anno associativo 2006/2007.

 

Andrea Gilardi 

 

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Creare un sito web

 

 

 

“Bene, ora realizziamo il sito!”…Sì, ma da dove s’incomincia?

Con le basi giuste e passo dopo passo, il segreto è tutto qua!

 

Un Sito bisogna pensarlo, progettarlo, analizzarlo ed infine realizzarlo. Non esistono precise regole, ma standard di qualità da seguire e…anche un pizzico di fortuna!

 

Un elemento importante da tenere in giusta considerazione sono i futuri utenti, chiedendoci come e cosa vorrebbero dal sito. Se così non fosse si rischierebbe di fare un buco nell’acqua.

 

Creare un sito web, comunque, è relativamente facile.

 

Con l’utilizzo di programmi adeguati e una, anche se piccola, conoscenza di alcuni concetti (come: usabilità, motori di ricerca,  come scrivere on line), il nostro sito web ha già qualche livello in più.

 

Ora iniziamo a lavorare!

 

La prima cosa da fare è procurarsi carta e penna! Proprio così! Sono due elementi fondamentali che possono “cambiare la vita”, un aiuto per organizzare velocemente le idee e la distribuzione del lavoro!

 

La seconda cosa è attivare un proprio dominio con un nome identificativo univoco. Un consiglio per la scelta dello spazio web è provare a visitare altri siti dallo stesso PC per verificare la velocità di navigazione.

 

Punto tre: progettare il sito ricordando che:

Non è sbagliato ispirarsi ad altri siti annotando cose che ci sono piaciute (…quindi da sviluppare) e quelle no (… da evitare di rifare!)

Il nostro sito Web deve essere, il più possibile, graficamente gradevole e leggibile, ma anche veloce da caricare

I motori di ricerca dovranno trovarlo facilmente

Di seguito sono elencati i diversi criteri sopra nominati) da rispettare per realizzare un sito di un buon livello d’efficacia e d’efficienza:

 

Visibilità

Gli utenti di internet devono trovare le informazioni, i beni o i servizi di cui necessitano in modo chiaro nel sito Web. Per ottenere questo risultato la mossa vincente è inserire i meta dati nei campi

   “Argomento pagina”

   Parole chiave

  Descrizione

 

Leggibilità

Cioè il sito deve avere informazioni pertinenti e chiare, con una grafica piacevole e pulita.

 

Look & Feel

Il design è un aspetto importante, è il primo impatto visivo tra l’utente e il sito, che determina la prima impressione e informazione  che si riceve. Ma questo lo sappiamo tutti. Nella prima impressione concorrono due elementi: il design e la velocità di caricamento.

 

Velocità di caricamento (Download)

Il sito deve essere velocemente scaricabile. Questo perché gli utenti sono fugaci, e se il nostro sito è lento e caricarsi, questi “clickano via” verso altri siti. Quindi bisogna catturare la loro attenzione in un arco di tempo che va dai 5 agli 8 secondi. Ricordo, perciò di evitare l’inserimento nel sito d’immagini troppo grandi (pesanti).

 

Navigabilità

In altre parole l’utente deve poter ricavare con facilità dal sito le informazioni ricercate. È importante, infatti, che i titoli, i menù e i sottotitoli siano chiari e ben visibili. Le ambiguità e incomprensioni nascono da termini e contenuti poco chiari o senza senso.

Riassumendo per buona navigabilità servono solo due cose, ma ben strutturate: link interno e menù.

Nella seconda sezione possono essere compresi sottotitoli e sottomenù, che facilitano ulteriormente la ricerca interna al sito.

Il link interno guida l’utente nel web, riandandolo ad un argomento trattato in un’altra pagina con eventuali chiarimenti o approfondimenti.

 

L’utilizzo di editor per pagine Internet, per i più bravi, facilitano la realizzazione del lavoro. Creare siti web richiede professionalità, ma non è poi così difficile, basta conoscere le basi, padroneggiarle e quindi dare via libere alla fantasia. Sicuramente non è una missione impossibile!

 

Sabrina Mantero,

Docente Laboratorio Pagine Web

 

 

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Sito realizzato dal Gruppo Laboratorio Pagine Web

"Progetto giornalismo Nero su Bianco"

 Progetto vincitore (3° premio) del Concorso per idee 2005 promosso  dall'Assessorato alla Città dei Giovani La Spezia

 

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