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La 2° Conferenza territoriale “handicap e salute mentale”

 

 

Il 19 e 20 maggio 2006 al Centro Tiresia di Lerici, si è tenuta la 2° Conferenza territoriale “handicap e salute mentale”, promossa dal Comune della Spezia. Questo evento ha  coinvolto soggetti pubblici e privati al fine di proseguire e arricchire la strada verso un modello di progettualità condivisa, iniziato nella 1° Conferenza del 2001.

In questa sede è stata ribadita l’importanza della filosofia del “FARE ASSIEME”. Solo in un clima di condivisione, scambio e reciprocità si può ottenere il VERO BENESSERE e promuovere significative iniziative nell’ambito della disabilità e della salute mentale.

La partecipazione, lo scambio, la collaborazione di comuni, asl, scuole, famiglie, volontari e utenti, sono la “carta vincente” per valorizzare il protagonismo e la responsabilità personale: “l’ impegno di ognuno diventa la forza di tutti!”.

Durante queste due giornate sono stati analizzati e valorizzati i risultati raggiunti e le varie iniziative attuate, sono state promosse nuove proposte e obiettivi, sono state evidenziate criticità e limiti legati al passato e al futuro.

La mattinata del 19 è stata riservata alla partecipazione di esponenti della “sfera pubblica”, alla testimonianza di alcuni genitori, al lavoro e cambiamenti raggiunti in questi quattro anni, alle prospettive future. Nel pomeriggio, dopo la messa in scena di uno spettacolo teatrale, che ha visto recitare insieme utenti ed operatori, sono stati aperti tre seminari di lavoro:

  formazione scuola lavoro: i nodi della rete,

  linee guida metodologiche e metodo di lavoro,

  grandi temi e relazioni quotidiane.

 

Nel primo seminario sono stati discussi e affrontati argomenti legati all’inserimento dei diversamente abili nel mondo del lavoro, alla creazione di una rete per appoggiare e promuovere integrazione tra il lavoro e le politiche sociali, all’importanza della formazione professionale, ai progetti di orientamento, alla specializzazione dell’insegnante di sostegno. Importante è stata la restituzione di tale lavoro fatta, in parte, da un audioleso che ha anche raccontato l’esperienza di vita delle persone con tale disagio.

Il secondo seminario è stato più “tecnico”. È stata analizzata e presentata una metodologia di lavoro molto dettagliata circa l’integrazione tra enti pubblici, privati e associazionismi. Un progetto elaborato sottolineando l’importanza della necessità di una verifica futura su quanto detto.

Significativa la partecipazione di molti utenti al terzo seminario con ben 15 testimonianze di gruppi diversi. Interessante lo scambio tra il mondo della psichiatria e quello della disabilità.

Forte la spinta al cambiamento, alla cultura del benessere nel senso più ampio della parola, alla voglia di fare “sentita” e verbalizzata dagli stessi utenti che, stanchi della ghettizzazione e dell’emarginazione, si fanno protagonisti per un domani migliore, dove trova spazio l’integrazione con il mondo cosiddetto “normale”! 

 

Daniela Verdino

 

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Il servizio civile 

 

Il Servizio Civile Nazionale è stato istituito con l’approvazione della legge 64 del 6 marzo del 2001. E’ il frutto della smilitarizzazione dell’obiezione di coscienza (legge 230 del ’98) visto come un “diritto” a cui tutti possono accedere.

Il Servizio Civile Nazionale rappresenta un’occasione esperenziale e formativa. È l’opportunità di una crescita personale, uno strumento per aiutare le fasce più deboli della società, un esempio di cittadinanza attiva, di educazione alla cooperazione, alla solidarietà e al volontariato.

Ci sono varie aree di intervento in cui è possibile prestare servizio, talvolta molto delicate perché rivolte alle fasce disagiate. I giovani volontari scelgono di operare negli ambiti verso cui si sentono più portati o in quelli più vicini al percorso di studi fatto. Questa forte esperienza potrebbe suscitare molte aspettative ma anche dubbi e perplessità sia negli operatori dei Servizi, sia nei volontari stessi che si trovano spesso di fronte alla sofferenza e alle difficoltà di quella fetta della società, il più delle volte, emarginata. Anche per questo, sono previsti corsi di formazione specifici per ogni singolo progetto, volti a far acquisire  strumenti e competenze, sia pratiche che teoriche per operare nel settore prescelto.

L’esperienza del servizio civile volontario, porta a “toccare con mano” dure realtà, ad avere di fronte uomini e donne portatori di vissuti, esperienze, storie caratterizzate dal dolore e dalla sofferenza che scoprendosi persone con problemi, si sono dovuti “REINVENTARE” una vita, in un cammino difficile, in cui spesso si cade per poi rialzarsi. Ed è proprio in questa “lotta” per ricominciare la propria vita che si riscopre una grande umiltà ed una grande ricchezza: la stessa da cui ci si sente pervasi quando si guarda un sorriso sdentato e sembra che la persona che lo sta regalando sia, come scrive Tobino: “un miracolo di umana bellezza!”

 

Daniela Verdino,  laureata in filosofia, insegnante

 

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